PREMESSA
Lo scopo di questo sito è presentare alcuni articoli e saggi sul cinema, elaborati a partire dai primi anni 70 del secolo scorso, in parte inediti, in parte con una vita precedente in riviste cinematografiche, e altri infine legati a pubblicazioni estemporanee, conferenze o convegni. La selezione, drastica e disorganica, vuole essere una testimonianza e non un’enciclopedia: se essa non appare sempre convincente, nemmeno come documento di tanti anni della nostra e mia storia, chiedo sin d’ora scusa agli eventuali lettori. In ogni caso ho riportato quasi sempre fedelmente i testi originali, limitandomi a qualche correzione indispensabile e ai necessari adattamenti di editing: questo anche per evitare un dubbio, che questo auto-monumento o pietra tombale sia solo uno sfoggio di narcisismo.
La costruzione del sito è continuamente e lentamente in progress.
Le immagini inserite nel testo sono quasi tutte “fatte in casa”, con mezzi rudimentali e improvvisati, come del resto mostra la loro ridotta qualità tecnica: nessuna di esse riproduce fedelmente l'originale, ma la loro funzione è solo quella di risvegliare nella memoria qualche particolare che magari è andato perduto e che, in ogni caso, non può che essere impreciso.
Le sezioni in cui si articola il sito sono le seguenti:
• Questioni di cinema: scritti sul cinema in generale, secondo il principio per cui il cinema “parla” di tutto, della nostra vita, del nostro mondo – in altre parole è il frutto della nostra cultura, a volte anche il fiore;
• Registi e film: scritti su autori e opere rappresentativi della storia del cinema. In questa sezione parlo di autori e flm che mi sono sempre piaciuti, altrimenti non avrei scritto i "pezzi" relativi. Tuttavia non sono i soli. Mi rimane sempre il rimpianto di non essermi occupato adeguatamente di autori come Antonioni, Godard, Iosseliani, Scorsese e chissà quanti altri - e di recuperare nel mio computer, almeno per il momento, solo una parte di scritti dedicati ad autori come Buñuel, Jerry Lewis, Losey, ecc. Un domani chissà… Vi è in compenso compreso un lungo inedito (quasi un libro) su Il dottor Stranamore;
• Retrospettiva: scritti d'inizio carriera e altri del primo ventennio, una volta scartati quelli che sopportano con minor disinvoltura il passare degli anni; alcuni di questo periodo sono stati inseriti nella voce precedente;
• TV: sezione riservata sia alla la rubrica mensile “TIVUTARGETS” tenuta su «Cineforum» (2000-2008), sia ad altri interventi sparsi negli Anni Novanta;
• Narrativa: comprende due romanzi inediti e alcuni racconti, editi e/o inediti: sebbene esulino dalla definizione data del sito, sono anch’essi ispirati spesso all’amore per il cinema, e testimoniano un’attività che non ha avuto un evidente successo, ma che può forse interessare o divertire qualcuno che abbia la pazienza di leggerli.
Gli intrecci fra l'una e l'altra sezione sono frequenti, ma in un'epoca in cui si può parlare, e con qualche soddisfazione, di globalizzazione culturale, questo è il meno che ci si possa attendere.
Mi scuso sin d'ora per la rozzezza della realizzazione tecnica. Anche se come scusa non è gran che, ho fatto tutto da solo.
- Homepage
- Questioni di cinema
- I 100 anni del cinema
- Cartoons
- Cinema e letteratura
- Il cinema. Istruzioni per l'uso
- Idea e struttura del racconto nel cinema neorealista
- Immagini del distacco
- Made in Italy: 3 interventi
- Il nemico pubblico numero uno
- Nessun posto è casa tua
- No Trespassing
- Il paradiso e' perduto
- La paura e l'orrore
- Saloon, orso e latrina
- Shakespeare al cinema
- Shoah
- Singles
- Il sorriso della Gioconda
- $ o $
- Sul comico
- Registi e film
- Woody Allen
- Peter Brook
- Luis Buñuel
- Tim Burton
- Rene' Clair
- Terence Davies
- Johnathan Demme
- Brian De Palma
- Stephen Frears
- Aki Kaurismaki
- Stanley Kubrick
- Il dottor Stranamore
- Jerry Lewis
- Ernst Lubitsch
- Nanni Moretti
- Max Ophuls
- Pier Paolo Pasolini
- Roman Polanski
- Alain Resnais
- Elia Suleiman
- Orson Welles
- Billy Wilder
- Retrospettiva
- Remakes
- Televisione
- Narrativa
- Contatti
Giorgio Cremonini è nato nel 1936 a Bologna, dove si gode attualmente una pensione maturata in oltre quarant'anni di studio, lavoro e insegnamento nella facoltà di Scienze della Terra dell'Università. A parte i “classici” avvicinati a scuola, le sue letture preferite del periodo adolescenzial-giovanile sono state Shakespeare, Aldous Huxley, Thomas Mann e Kafka, mai ripudiate, ma seguite nel tempo da Stendhal, Dostoevskij, Camus, Garcia Lorca e molti altri, fino a Tom Robbins e Johnathan Coe. Il primo film che gli ha fatto capire che anche il cinema è un’arte è stato La passion de Jeanne D’Arc, seguito dalle personali di René Clair che allora imperversavano, poi da Buñuel, Chaplin, Ejzenstejn, Keaton, Kubrick, Godard, Resnais, Wilder, Polanski, Moretti, ecc. In gioventù tra i comici preferiva Jerry Lewis e Danny Kaye a Totò, ma leggeva «Cinema nuovo», «La rassegna del film», nonché i vari Sadoul, Balazs, Viazzi, Casiraghi, Renzi, ecc. In questa prospettiva ha cominciato a scrivere saggi di cui non sapeva che fare, fino a quando nel 1970 ha partecipato e vinto il Premio Pasinetti-Cinema Nuovo, con un saggio sul “cinema dell'apocalisse” di cui solo l’argomento conserva purtroppo (e non per merito suo) una certa attualità. Scriveva molto, soprattutto di notte, ritagliandosi il tempo che gli lasciava il lavoro (negli anni 60 geologo per il Ministero Industria a Commercio, poi docente all’Università di Bologna, fino al 2002). A «Cinema Nuovo» ha collaborato fino al 1976, quando le incomprensioni politiche e culturali con la direzione sono diventate troppo radicali per essere tollerate da entrambi. Dal 1976 al 1992 ha scritto su «Cinema e Cinema» e dal 1980 anche su «Cineforum»: qui negli anni 2000 ha curato Tivutargets, una rubrica di presunta critica televisiva cui spetta il compito, arduo e grottesco, di raccontare un po’ la nostra storia. Ha scritto numerosi libri, il primo dei quali (Luis Bunuel, Savelli 1973 e 1975) è fortemente datato e fortunatamente introvabile. In diverse occasioni si è occupato di cinema comico, a partire da Il comico e l’altro (Cappelli 1978), cui seguirà, oltre vent'anni dopo, Playtime. Viaggio non organizzato nel cinema comico (Lindau 2000), due volumi in gara per il peggior successo editoriale personale; ma ama ricordare anche i «Castori Cinema» Charles Chaplin (1977), Buster Keaton (soprattutto la seconda versione, 1995), Jerry Lewis (1979) e Joseph Losey (1981, in collaborazione con Gualtiero De Marinis). Dopo un’ampia parentesi dedicata a studi narratologici applicati al cinema (L'autore, il narratore, lo spettatore, Loescher 1988; Le logiche del racconto, Thema 1991, ecc) e quella riservata a Stanley Kubrick (Arancia meccanica e Shining, Lindau 1996 e 1999), si è occupato di cinema fantastico: a Viaggio attraverso l’impossibile. Il fantastico nel cinema (Cineforum-ETS 2003) hanno fatto seguito Dracula (2007), Frankenstein (2009), Blade Runner (2009) e Crash (2011), per L’Epos, Palermo (per cui è previsto anche Barry Lyndon).